ISTITUTO MAGISTRALE PITAGORA - MONTALBANO JONICO (MT) - Classe 4° a

Quale lavoro nel XXI secolo?

La sfida al lavoro nei primi decenni del terzo millennio.


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Lavorare o continuare gli studi? Lavoro nel territorio di residenza o altrove? Lavoro di realizzazione o di sopravvivenza personale?
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Non è facile decidere cosa fare al termine degli studi superiori. Continuare gli studi iscrivendosi ad un corso di laurea comporta il dover trascorrere altri anni sui libri. Raggiunto tale obiettivo, si avranno molte più competenze, ma la scelta dovrà essere oculata per non restare tagliati fuori dal mercato del lavoro. Frequentare l’università ha dei costi non indifferenti e non si possono prendere cantonate, perché inserirsi nel mercato del lavoro significa dedicarsi esclusivamente alla ricerca di un lavoro attraverso la preparazione del curriculum vitae, i colloqui e le prove. La realtà, nella quale si vive, è contrassegnata da forti contraddizioni economiche, poiché il settore agricolo è ancora predominante. A nulla sono valsi i tentativi degli scorsi decenni di affiancare la dimensione industriale, che ha alimentato illusioni nella generazione precedente come l’avvento di un periodo, in cui avrebbe regnato eternamente la floridezza anche per i posteri, per poi chiudere inesorabilmente i battenti a partire dalla grande crisi del 2008. Le prospettive per noi giovani non sono rosee e molti considerano di emigrare all’estero lasciando la propria terra natia. Eppure a ben guardare il proprio territorio, si ravvisano bellezze naturali, testimonianze storiche ed artistiche di inestimabile valore. Sarebbe sufficiente che le istituzioni locali si attivassero per creare enti turistici per la promozione di un luogo, quale Matera, proclamata capitale europea della cultura per l’anno 2019, e la sua provincia, da cui è originata tutta l’attuale civiltà occidentale, consentendo attraverso il nostro reclutamento professionale la messa a frutto di quanto abbiamo acquisito nel curriculum scolastico ed eventualmente universitario e contribuendo a riscattare il nostro contesto da un’atavica povertà economica e da una perifericità geografica, che penalizza soprattutto noi giovani, costretti ancora oggi ad emigrare per ottenere una realizzazione personale e professionale sebbene nel territorio d’origine vi siano ampi margini di prosperità e sviluppo.
La BIBLIOGRAFIA
ANASTASI A., Politiche sociali e cultura della solidarietà, Messina, 2010.
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FERRERA M., Le politiche sociali. L’Italia in prospettiva comparata, Bologna, 2006.
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MENGONI L., Il contratto individuale di lavoro, in Giornale di diritto del lavoro e di relazioni industriali, 2000, 181 ss.
Progetto di legge per uno “Statuto dei lavori”, 1998, in TREU T., Politiche del lavoro. Insegnamenti di un decennio, Il Mulino, Bologna, 317 ss.
ZAPPALA' L., I lavori flessibili, in S. Sciarra (a cura di), Manuale di diritto sociale europeo, Torino, 2010, 134 e ss.
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Le CURIOSITÀ sull'argomento
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Oggi il lavoro non va più cercato, ma va inventato. Occorre che il periodo scolastico sia preparatorio al mondo del lavoro e, per affrontare la dura realtà lavorativa, è indispensabile che i docenti ci forniscano anche delle idee e degli spunti, non soltanto nozioni e concetti, sul nostro futuro professionale.

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La realtà del Meridione d'Italia è molto contraddittoria, poiché ci sono più risorse naturali, culturali ed industriali, ma non vengono sfruttate per conseguire la massima occupazione.

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Riteniamo che non serva emigrare: lo si può effettuare soltanto per acquisire nuove esperienze e nuove competenze, ma queste, una volta fatte proprie, devono essere messe al servizio del proprio territorio sviluppandolo e ed evitando che esso possa essere oggetto di spopolamento e di impoverimento economico-sociale.